In una situazione di particolare difficoltà, con manifestazioni che in gran numero si vedono ridimensionate o addirittura abolite, l’Eddie Lang Jazz festival di Monteroduni trova la forza di rilanciarsi con una delle edizioni più ricche in assoluto di tutta la sua storia ultraventennale. Edizione ricca di nomi, contenuti, progetti musicali appositamente studiati per questo festival. Edizione che ritrova la sua principale ragione storica, di festival della chitarra, con i concerti di Greg Howe (3 agosto, accompagnato da Stu Hamm e Dennis Chambers in quello che può essere considerato uno dei migliori gruppi fusion attualmente in circolazione), Frank Vignola (in duo con l’ottimo Vinny Raniolo) e del quartetto di Joscho Stephan (6 agosto).
Rientra a pieno titolo in questa prospettiva il progetto musicale di un chitarrista italiano, Emanuele Basentini, giunto alla piena maturità dopo anni di studio, di impegno, di meticoloso affinamento tecnico, arricchito da importanti esperienze all’estero: Parigi, Londra, New York, in templi del jazz contemporaneo come Smalls, Fat Cat, Kitano. E proprio nell’ambiente newyorchese matura l’incontro di Basentini con Ehud Asherie e Alex Hoffman, pianista versatile e dalle sterminate conoscenze musicali l’uno, sassofonista poderoso e allo stesso tempo di straordinaria finezza l’altro, per una rilettura attualissima del genio di George Gershwin (7 agosto).
Appuntamento importante è il concerto di Lonnie Liston Smith (4 agosto), primo vero incontro fra il pubblico italiano e un grande protagonista della storia del jazz dell’ultimo mezzo secolo: dagli inizi con Betty Carter a Miles Davis, dai Jazz Messengers di Art Blakey a Pharoah Sanders, Max Roach, Roland Kirk, Gato Barbieri, fino all’esperienza tutta propria di The Cosmic Echoes che ne ha fatto uno dei padri del funk moderno e dell’acid jazz. Personaggio realmente storico, vivida testimonianza della fusione di generi, stili, esperienze creative, che è probabilmente la cifra principale della musica contemporanea, Lonnie Liston Smith sarà accompagnato da Lee Pearson, batterista in grande ascesa, ormai stabilmente impiantato nel trio di Kenny Barron (con Ron Carter al contrabbasso), dopo le esperienze con Hank Jones, Hamiet Bluiett, Roy Hayers, Kenny Garrett, Roy Hargrove, Antonio Hart, John Medeski, Little Jimmy Scott, la stella del pop Erykah Badu e di recente Aretha Franklin. Anche qui notevole l’incontro con musicisti italiani di altissimo livello (Alessio Menconi, alla chitarra, indimenticato vincitore di uno dei primi concorsi per giovani chitarristi dell’Eddie Lang Jazz Festival) e dal massiccio curriculum (Massimo Moriconi, al basso elettrico e acustico).
Serata tutta dedicata dell’organo Hammond il 5 agosto, con due rappresentanti dell’élite mondiale come Barbara Dennerlein e Tony Monaco. Presenze illustri sono quelle di Scott Hamilton (2 agosto, a Isernia), Matt Renzi (7 agosto, con Greg Burk al pianoforte e Jimmy Weinstein alla batteria), “The Roar at The Door” di Francesco Bearzatti e Mauro Ottolini, con Raffaello Pareti al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria (4 agosto).
Grandi attese anche per Walter Ricci (1° agosto, a Isernia), giovane e talentuosissimo cantante per il quale non è difficile preconizzare una carriera di primo piano, e per Daniele Gottardo (3 agosto), fra i protagonisti più acclamati dell’edizione 2010 e con un largo seguito di fans, che si tratti di affrontare la sua stessa, fertilissima produzione o i repertori più sofisticati di Miles Davis o Wayne Shorter.
Ritornano anche il primo e il secondo classificato del concorso per giovani chitarristi del 2010, rispettivamente Daniele Cordisco (3 agosto, con una formazione che vede Andrea Rea all’organo, Dario Deidda al basso elettrico e Giovanni Campanella alla batteria) e Gianluca Figliola (nell’anteprima isernina del 31 luglio).
Luigi Di Nunzio, una delle scommesse storiche del festival, torna nel trio di Tony Monaco con il fidatissimo Elio Coppola. Giordano Carnevale, altro elemento di punta della vera e propria scuderia che si sta formando intorno al festival di Monteroduni (grazie anche a una sceltissima programmazione invernale), torna nel supergruppo di Ehud Asherie, Alex Hoffman e Emanuele Basentini.
Luigi Grasso (4 agosto, in un quintetto che vede anche la presenza del fratello Pasquale, formidabile chitarrista) e Paolo Recchia (6 agosto) sono sassofonisti di tutto rispetto, in un panorama italiano che forse dovrebbe aggiornare le sue graduatorie. Pianisti già ben affermati, molto attivi e con interessanti prospettive sono Domenico Sanna (1° agosto) e Enrico Zanisi (2 agosto).
Si confermano gli spettacoli della fascia pomeridiana e gli appuntamenti notturni dell’after concert, con jam sessions che tra Alex Hoffman, Ehud Asherie, Lee Pearson, Lonnie Liston Smith (che si tratterranno a Monteroduni per l’intera settimana) e tutti gli altri ospiti, si annunciano incandescenti.
Un programma, insomma, ricchissimo, denso di spunti, di temi, di idee, ma soprattutto di grandi presenze, per un festival che in un momento di generale difficoltà conferma il suo posto nella schiera delle manifestazioni nazionali più prestigiose e rispettate e si proietta con tutta la sua forza verso il futuro.
PIAZZA X SETTEMBRE ISERNIA
PIAZZA SAN PIETRO CELESTINO V ISERNIA
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PIAZZA MUNICIPIO MONTERODUNI
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