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LEE PEARSON/LONNIE LISTON SMITH QUARTET

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Lonnie Liston Smith

Giovedì 4 Agosto 23.00
Monteroduni, Giardini del Castello Pignatelli

Nel percorso che separa gli inizi della carriera di Lonnie Liston Smith (dopo una adolescenziale esperienza nientemeno che con Sam Cooke) dalla sua decisione di “mettersi in proprio” con il rivoluzionario progetto di The Cosmic Echoes, è racchiuso uno spicchio importante della storia del jazz. Nomi di personaggi come Miles Davis, Max Roach, Art Blakey, Pharoah Sanders, con i quali la storia di Lonnie Liston Smith si è più volte intrecciata, parlano da soli, a testimonianza del contributo essenziale di questo musicista in epoche e movimenti che hanno lasciato tracce incancellabili.

Nella sua carriera di solista, avviata nel 1973 con il sensazionale successo di Astral Travelling, Lonnie Liston Smith trasfonde con ineguagliabile eleganza le influenze post-bob di Coltrane, Pharoah Sanders, Rolan Kirk nelle sonorità del funk, del pop, del rock, non escluso il rhythm&blues di pretta marca Motown, avvalendosi via via di musicisti come Oliver Nelson, Cecil Bridgewater, Joe Beck, Reggie Lucas, Lee Ritenour, Al Foster (con il quale nel 1989 siglerà anche un eccezionale ritorno al jazz più ortodosso, in trio con lo straordinario Cecil McBee al contrabbasso: l’album è Make Someone Happy) e Marcus Miller, scoperto da Liston Smith in giovanissima età: Miller poi nel 1983 produrrà per il suo méntore l’album Dreams Of Tomorrow (ristampato dalla CBS nel 1989).

Il risultato, in dischi come Expansion, Visions of a New World, Reflections of a Golden Dream, Renaissance, tutti realizzati dalla Rca per tramite della gloriosa consociata Flying Dutchman, è una fusion ante litteram e di grande classe, permeata a volte di una liricità estatica, fortemente spirituale, spesso tendente alla psichedelia, in cui emergono le immense qualità tecniche e lo stile innovativo di uno dei padri della tastiera elettronica moderna. Padre di antica data, se solo si pensa che nei Jazz Messengers di Art Blakey, alla metà degli anni Sessanta, giovanissimo, Liston Smith fece strada nel ruolo di pianista a Keith Jarrett e Chick Corea.

Negli anni recenti Liston Smith è tornato in piena attività supportato dal possente Lee Pearson, batterista ormai saldamente installato nell’élite della categoria, stabile com’è nel trio di Kenny Barron (con Ron Carter al contrabbasso), dopo le esperienze maturate con Hank Jones, Hamiet Bluiett, Roy Hayers, Kenny Garrett, Roy Hargrove, Antonio Hart, John Medeski, Little Jimmy Scott, la stella del pop Erykah Badu e di recente Aretha Franklin.

Il duo si presenta a Monteroduni trovando la collaborazione di due eccellenti musicisiti italiani, Alessio Menconi alla chitarra e Massimo Moriconi al basso elettrico e al contrabbasso, in uno degli appuntamenti di maggior spessore dell’intero festival.

 

  • Lonnie Liston Smith, tastiere
  • Alessio Menconi, chitarra
  • Massimo Moriconi, contrabbasso e basso elettrico
  • Lee Pearson, batteria

 

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