Eddie Lang Jazz Festival

EDDIE LANG JAZZ FESTIVAL XXVII

Vai ai contenuti

Menu principale:

STORIA









IL FESTIVAL JAZZ

1991 - 2017 ...





L'attuale Festival trae origine dalla ferrea volontà (e quel tocco di saggia follia) di un gruppo di volontari-appassionati capitanati dal buon Gino "Doc" Scarduzio.
Verso la fine dei ruggenti anni '80 la Pro-Loco vive una fase di gran fermento. Si apprendono notizie, sempre più puntuali, sul misterioso compaesano che si è fatto onore in America, suonando al fianco dei musicisti di maggior prestigio dell'epoca (Louis, Bix, Jimmy, Tommy, Bing, Paul and, last but not least, Joe Venuti, suo compagno di mille avventure). Si decide di dedicargli una serata, l'allora Eddie Lang Day svoltasi in Piazza Municipio, per tenere desta l'attenzione sull'argomento. Nei mesi successivi si consolida il rapporto con Adriano Mazzoletti, autorità indiscussa in materia e capostruttura (poi vice-direttore) di Rai RadioUno. Il salto di qualità è ormai in embrione. Nell'Agosto del 1991, con l'entusiasmo di decine di volontari in preda ad un entusiasmo senza precedenti, prende vita la I edizione dell'Eddie Lang Jazz Festival a cui si associa il "Concorso Eddie Lang per giovani chitarristi jazz", elemento fortemente caratterizzante la manifestazione. Il successo è immediato. Radio Rai decide di seguire tutto l'evento e di allestire una diretta in occasione di una delle serate. L'inaugurazione è sontuosa: l'Amm.ne Comunale decide di dedicare una piazza a Sal Massaro alla presenza delle massime autorità e con il commento musicale della Street Band del sagace Carletto Loffredo. Tutto il paese è in festa. Bucky Pizzarelli, giunto per l'occasione dagli States, chiude mirabilmente con un "solo recital" da brivido. Nei pomeriggi si intavolano interessanti discussioni-forum sul contributo degli italoamericani alla nascita e sviluppo del jazz. Prendono parte alle tavole rotonde musicologi, storici, letterati di chiara fama internazionale (tra gli altri, Giose Rimanelli, Philippe Baudoin, il buon Marcello Piras, il "nostro" G.B. Faralli, Luigi Martini, sotto l'attenta regia di A. Mazzoletti). Il Concorso assurge a momento di forte visibilità appannaggio di giovani talenti del calibro di Rocco Zifarelli, Agostino Di Giorgio, Alessio Menconi (vincitori delle prime edizioni e con un promettente avvenire). Vi prendono parte anche musicisti provenienti d'oltreoceano (lo stesso Di Giorgio, Santo Cannizzaro, etc..).
Difficile parlare con compiutezza di tutti gli artisti che hanno calcato le scene dell'Eddie Lang Jazz Festival nel corso degli anni. Qualche insolito flashback:
- Franco Cerri con Bruno De Filippi (e con buona pace della mitica aiuola invisibile al Maestro Cerri, immortalata dal buon Mimmo Roselli in una delle sue gustose vignette);
- Lino Patruno e i suoi jazz shows con la presenza iconoclasta del divertente Clive Riche e dell'ottimo Oscar Klein (profondo estimatore del nettare degli dèi);
- Armando Bertozzi con l'ottimo Fabio Morgera (attualmente negli States al fianco di prestigiosi musicisti). La serata fu funestata dalla caduta di un fulmine sul palco che provocò grandi disagi ai valenti fonici (il buon Michele Mastrorillo and family!);
- il magico quintetto di Paolo Fresu, con una performance a dir poco miracolosa!
- il mitico Art Ensemble of Chicago, con un Lester Bowie in forma strabiliante, incantatore di platee in completa trance;
- Max Urbani in una delle sue ultime esibizioni: emozioni a profusione per la purezza del suo talento;
- la mitica lite tra Tony Scott e Bob Mover; Mover protrasse la sua permanenza a dismisura mentre era atteso ospite all'Olympia di Parigi;
- Jimmy Giuffre con Paul Bley e Steve Swallow: ovvero l'innovazione in musica all'insegna di un assoluto understatement, vissuto con -- grazia ed eleganza;
- Fontella Bass è la sacralità della sua missione: pubblico in delirio;
- Kirk Lightsey, genio e sregolatezza;
- Mick Goodrick con Wolfgang Muthspiel: empatia al servizio del discorso musicale;
- John "Mr. Sco" Scofield: groove all'ennesima potenza;
- l'indimenticabile piano solo di Michel Petrucciani;
- l'allegro, frenetico, esilarante jive di Ray Gelato;
- il confidenziale tapping-style dell'"eremita" Stanley Jordan;
- Tullio e Billy: un gradito incontro tra vecchi amici;
- il gradevole easy-listening di Gino Vannelli;
- la SoulBop Band di Bill Evans e Randy Brecker: a detta loro, la migliore serata del tour, peraltro documentato su doppio CD. - Indimenticabili le jams con il compianto Hiram Bullock;
- la talentuosa istintività di Tommy Emmanuel;
- Marcus Miller ovvero virtuosismo da brivido con volumi (e spostamenti d'aria) di notevole impatto;
- il lato meno gipsy e più poetico di Bireli Lagrène;
- John Abercrombie accompagnato da un fantastico Joey Baron;
- Gegè Telesforo, con il grande Dario Deidda, valente Art Director ed altrettanto stimato performer;... e tanto, tanto, tanto, tanto, altro ancora.


Associazione Eddie Lang Blue Music
Via Principe Pignatelli, 1
86075 MONTERODUNI - IS
© 2010 - 2017 Associazione Eddie Lang Blue Music
Torna ai contenuti | Torna al menu