Squadra che vince – sembra il motto del direttore artistico Mazzoletti – non si cambia e anche la terza edizione del festival apre e chiude nel segno di Lino Patruno, Carlo Loffredo e Franco Cerri.
Patruno porta un ospite d’eccezione, Spiegle Willcox: “l’ultimo testimone – scrive Antonio Sorbo su «Blue Jazz» – della prima grande fase della storia del jazz, quella legata ai successi di grandi musicisti come Bix Beiderbecke, Joe Venuti, Eddie Lang, Louis Armstrong ed altri».
Willcox, novantenne (è nato nel 1903, dunque solo un anno più giovane di Eddie Lang), sbalordisce il pubblico di Monteroduni con un’esibizione scintillante, ed è il prologo di un’annata che consacra il festival a livelli mondiali. Che non si tratti della solita iperbole lo dimostrano gli ospiti che si alternano sul palco: dopo Spiegle Willcox, Vanessa Rubin, cantante che in quel periodo si era imposta all’attenzione con il suo album Pastiche e che avrebbe poi proseguito la sua carriera ai più alti livelli, con partners del valore di Kenny Burrell, Herbie Hancock, Houston Person, George Coleman, Pharoah Sanders e molti altri. Nella serata successiva (4 agosto), dopo l’ottimo quintetto di Piero Odorici e Roberto Rossi (altri due ritorni, con Luigi Bonafede al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Paolo Pellegatti alla batteria; ospiti, la cantante spagnola Paola Bas e Marcello Rosa), è la volta degli Art Ensemble of Chicago, con un altro dei concerti più sensazionali nella storia del festival.
Torna anche Maurizio Giammarco che esegue un pezzo struggente, Max Traces, in ricordo di Massimo Urbani. A seguire, Gary Smulyan, uno dei maggiori specialisti del sax baritono, ospite della band di dodici elementi guidata da Riccardo Fassi. Nella serata del 6 agosto, la Big Band di Campobasso con ospite Romano Mussolini, poi il quintetto di Paolo Fresu con Tino Tracanna al sax, Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Ettore Fioravanti alla batteria.
Chiusura il 7 con Franco Cerri e il duo Gigi Cifarelli-Angiola Baggi. Di eccellente qualità anche il concorso per giovani chitarristi, vinto da Alessio Menconi, con gli ottimi Luca Chiaraluce e Marco Parodi ai posti d’onore. Menconi poi farà una bellissima carriera e tornerà a Monteroduni nel 1996 con il gruppo di Billy Cobham.
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