Si ripete l’esperimento del festival itinerante con una serata in programma a Oratino (di scena l’inossidabile Lino Patruno) e una a Isernia con due concerti.
Di scena l’inossidabile Lino Patruno e il quartetto di Steve Grossman e Joey Garrison accompagnata dalla Italian Big Band di Marco Renzi (nella quale spiccano le trombe di Michael Appelbaum e Fabrizio Bosso, con Massimo Manzi alla batteria).Foltissimo il pubblico nella storica piazza Mercato. “Da anni – si commenta su «Nuovo Molise Oggi» – non si vedeva la piazza così gremita, se si eccettuano alcune feste religiose e mai, negli ultimi decenni, si era visto il centro storico così animato”.
Ad aprire le serate di Monteroduni è l’African Music and Dance di Mamadou Inapogui. A seguire il pirotecnico Ray Mantilla sostenuto da un gruppo di prim’ordine (Gianni Basso al sax tenore, Tom Kirkpatrick alla tromba, Fabrizio Puglisi al pianoforte e Ares Tavolazzi al contrabbasso). L’indomani è la volta del quartetto di George Coleman, con un ottimo Andrea Pozza al pianoforte e Luciano Milanese al contrabbasso (Alvin Queen, annunciato alla batteria, dovrà dare forfait all’ultimo momento).
Poi Tania Maria e la sua orchestra; Enrico Pieranunzi (che proprio nel 1997 vince il premio Django Reinhardt come miglior musicista europeo) con Ada Montellanico e un bellissimo repertorio tra Gershwin e Gorni Kramer, i Beatles e Luigi Tenco.
Finale tutto dedicato a John Coltrane (a trent’anni dalla scomparsa) con il Trane’s Memory di Alfredo Ponissi: “una bella sorpresa – scrive Aldo Gianolio sull’«Unità» – che ha chiuso degnamente la rassegna: Ponissi ha recuperato John Coltrane, ma con una lieve punta dissacratoria, riproponendone l’opera più religiosamente intensa, A Love Supreme, in tutti i suoi 4 movimenti, in chiave blasfemamente terrena, mutandone i connotati, e deliziando il pubblico con una musica bella e coinvolgente”.
Torna anche il concorso per chitarristi, con un’annata di ottimo livello. Prevale il ventiquattrenne romano Enrico Bracco davanti a Andrea Masseria, di Trieste, e Luca Tozzi, di Campobasso.
I primi due sono oggi chitarristi affermati. Luca Tozzi si è trasferito a New York dove ha guadagnato un suo spazio nel ricchissimo circuito musicale della metropoli.
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