Il festival aumenta le locations trasferendosi a Venafro e a Isernia (con una serata di particolare successo in piazza Celestino V), e allarga la sua sfera di interesse verso fasce di pubblico relativamente nuove, senza perdere la severità e il rigore delle proprie consolidate linee artistiche. Così, accanto alla monumentale presenza di Jim Hall (accompagnato nella circostanza, al piano, da un Enrico Pieranunzi altrettanto maestoso) e a vecchi leoni di un’avanguardia ancora rabbiosa ma ricchissima di musicalità come Hamiet Bluiett e Peter Brozman, compare Greg Howe con la sua fusion di classe e densa degli echi di Michael Jackson e Stevie Wonder. Lo spettacolo (due ore densissime, senza pause) ottiene uno strepitoso successo di pubblico.
Accanto a figure storiche del jazz italiano (Dado Moroni, Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini e su tutti Enrico Pieranunzi) sfilano talenti che già si intravedono avviati a una carriera importante: Luigi Di Nunzio, Giordano Carnevale, Daniele Gottardo che pure rappresenta una direzione nuova, un adeguarsi ai tempi che nella maestria tecnica, nella padronanza musicale, nel virtuosismo più genuino, superando le aride distinzioni di “genere”, può trovare la sua motivazione e la sua giustificazione agli occhi della jazzofilia più ortodossa e gelosa della sua purezza – categoria da sempre particolarmente affezionata all’Eddie Lang Jazz Festival di Monteroduni.
Il gruppo ucraino-polacco dei Warzsawa Kyev Express porta un tocco di etnicità ancorato a solidi radici jazzistiche, e libero di ricercare le nuove sonorità di un mondo in grande movimento.
Con il patrocinio di Jim Hall, che presenzia la giuria con impeccabile attenzione, torna di grande livello musicale il concerto per giovani chitarristi. Vince Daniele Cordisco, talento locale giovanissimo ma già ricco di esperienza, dopo un tenace testa a testa con Gianluca Figliola.
Prendono quota i seminari di altra formazione musicale, con più di cento tra studenti, uditori, assistenti. E le presenze ai corsi di chitarra guidati da Umberto Fiorentino, integrati dalle seguitissime lezioni di Jim Hall e Greg Howe, pure vengono a rappresentare un’esigenza di cambiamento e forse di maggiore specializzazione.
Una linea tracciata per il futuro, che è poi forse la cifra distintiva di tutta la XX edizione, insieme allo spettacolo di una folla capace di commuoversi per Jim Hall e di seguire gli sfrenati funambolismi e le corse mozzafiato di Greg Howe.
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